CULTURA DELLA LEGALITÀ: DUE APPUNTAMENTI IN OCCASIONE DELL’ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI CAPACI

Pubblicata il 19/05/2026

Doppio appuntamento all'Auditorium della Biblioteca comunale: ieri mattina le scuole secondarie con Peppino Impastato e la mafia in scena; lunedì 25 maggio tutta la cittadinanza con la storia di Carlo Celadon, 831 giorni di sequestro.

Ogni anno, il 23 maggio, l'Italia si ferma a ricordare la strage di Capaci. A Montebelluna quest'anno la commemorazione del giudice Giovanni Falcone e delle vittime di quell'attentato mafioso prende la forma del teatro civile: due spettacoli, due generazioni di pubblico, un unico filo narrativo che collega la lotta alla mafia alla memoria collettiva del Paese.

 

L'amministrazione comunale ha scelto di celebrare la Giornata della Legalità con due proposte di teatro civile di qualità, organizzate in sinergia tra l'assessorato all'Istruzione e quello alla Cultura: spettacoli in cui la ricerca storica incontra la drammaturgia e la professionalità di compagnie da lungo tempo impegnate sui temi della giustizia e della responsabilità civile.


“La cultura della legalità è un processo che si costruisce nel tempo, attraverso la conoscenza del passato, la comprensione di ciò che è costato difendere certi valori e la capacità di emozionarsi davanti a storie vere. Il teatro civile fa tutto questo meglio di qualsiasi lezione e proprio per questo abbiamo voluto ogni anno di onorare il 23 maggio non solo con la commemorazione, ma con eventi che lascino qualcosa: un pensiero, una domanda, una consapevolezza in più”, commenta il sindaco, Adalberto Bordin.


Ieri con le scuole scuola: Peppino Impastato e il coraggio della parola

Ieri, davanti agli studenti e alle studentesse degli istituti secondari di primo e secondo grado, il palco dell'Auditorium ha ospitato due repliche di “Peppino Impastato - Un giullare scomodo” di Barabao Teatro. Ivan di Noia ha dato voce e corpo al giornalista e attivista siciliano che osò sfidare il boss Tano Badalamenti attraverso le onde di Radio Aut, trasformando la satira in arma di denuncia civile. Un uomo che pagò con la vita la sua scelta di ribellarsi alla mafia con il potere della parola e dell'ironia.

Barabao Teatro è una compagnia di teatro di movimento e creazione ispirata alla pedagogia di Jacques Lecoq, con oltre vent'anni di esperienza nella produzione di spettacoli, racconti e lezioni-spettacolo per scuole, teatri ed enti culturali.


Commenta l’assessore all’Istruzione, Debora Varaschin: “Anche quest’anno abbiamo voluto coinvolgere le scuole sul tema della legalità per permettere ai ragazzi di avvicinarsi a pagine complesse della nostra storia attraverso linguaggi capaci di parlare anche alle nuove generazioni. La figura di Peppino Impastato racconta che il coraggio può passare dalla parola, dall’ironia, dall’impegno quotidiano: temi che restano attuali e che meritano di essere condivisi con gli studenti.”

 

Lunedì per tutti: 831 giorni nel buio, la storia di Carlo Celadon

Il secondo appuntamento è aperto a tutta la cittadinanza: lunedì 25 maggio alle ore 20:45, sempre all'Auditorium della Biblioteca Comunale, Teatro Bresci porterà in scena “Il Sequestro. Gli 831 giorni di Carlo Celadon”. Una storia veneta, quasi dimenticata, che riporta alla cosiddetta Stagione dei Sequestri: quella lunga stagione di terrore, tra la fine degli anni Sessanta e la fine dei Novanta, in cui la ‘Ndrangheta sequestrò un ragazzo di diciotto anni e lo tenne prigioniero per 831 giorni — il sequestro più lungo nella storia d'Italia.

Uno spettacolo che racconta la cronaca criminale, ma anche l'esperienza umana.


Teatro Bresci è una compagnia di professionisti provenienti dal Teatro Stabile del Veneto e dal Piccolo Teatro di Milano, fondata nel 2009 da Giacomo Rossetto, Anna Tringali e Giorgio Sangati. Si occupa di teatro civile, grandi classici e formazione.

 
Commenta l’assessore alla Cultura, Maria Bortoletto: “Abbiamo scelto il teatro civile perché riesce a mettere in relazione storia, emozioni e riflessione in modo diretto. Sono spettacoli che non si limitano a raccontare fatti del passato, ma riportano al centro persone, scelte e responsabilità offrendo alla comunità occasioni culturali per riflettere ed interrogarsi”.

 

 

 

 


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